GILDA
degli
Insegnanti di Bologna
Ma davvero il ministro Fioroni la pensa così?
Roma.
Ha licenziato
due insegnanti per scarso rendimento, chiede «meno compiti a casa e più tempo
libero» per i ragazzi e nega la presenza di tagli sulla scuola nella legge
finanziaria.
Ieri il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni è tornato a parlare,
facendo il punto sull'attività del suo dicastero. Fioroni ha innanzitutto
risposto a Pietro Ichino, che sul "Corriere della Sera" aveva sostenuto che i
professori fannulloni sono illicenziabili. «Abbiamo
proposto - ha detto il ministro - che nella scuola si realizzino serie
valutazioni di rendimento che ci diano un quadro chiaro della situazione.
Serve inoltre una modifica che sburocratizzi i consigli scolastici, provinciali
e nazionali, così da perseguire quelle poche mele marce che danno un'immagine
devastante del settore meno assenteista del pubblico impiego».
Fioroni ha poi rivelato di aver già licenziato due docenti poco produttivi. Un
chiaro segnale ai docenti, a cui chiede di non oberare di compiti gli studenti:
«Credo
che i compiti dovrebbero essere svolti prevalentemente a scuola, in modo che a
casa i ragazzi possano interessarsi agli elementi che inducono loro curiosità,
voglia di apprendere e voglia di conoscere in proprio. La scuola, oltre che a
competenze e sapere, deve dare un metodo per studiare. Il tempo libero degli
alunni serve per acquisire questo metodo».
E magari per fare sport. Fioroni ha appena firmato la direttiva sull'attività
sportiva nella scuola, in cui si sottolinea la necessità per gli istituti di
avvalersi del contributo delle università, degli enti e del Coni anche con forme
di cofinanziamento. È stato inoltre avviato un progetto sperimentale per
l'educazione motoria e sportiva anche nella scuola primaria che verrà applicato
in tre scuole per ogni provincia. Un'iniziativa importante, secondo Fioroni, a
detta del quale «la pratica sportiva è un metodo efficace per far emergere i
talenti, sviluppare un corretto equilibrio psico-fisico, migliorare la qualità
della vita e favorire l'inclusione sociale. Se inserita all'interno della
scuola, può risultare addirittura una efficace opportunità per ridurre la
dispersione scolastica».
Un fenomeno diffuso, a cui si accompagnano dati preoccupanti sulla preparazione
degli studenti. Secondo un recente studio, i ragazzi italiani sono tra i
peggiori in Europa per rendimento scolastico. Fioroni ribatte così: «La nostra
scuola non licenzia degli asini. I ragazzi italiani hanno vinto le olimpiadi di
matematica, fisica, chimica e informatica. Io li ho incontrati per ringraziarli,
e loro mi hanno fatto notare che occorre dare spazio alla capacità tutta
italiana di declinare le competenze con fantasia».
Luca De Carolis