Incontro su: "Sistema
scolastico e professione docente: prospettive di modifiche
strutturali e ruolo della Legge Finanziaria 2007",
Il viceministro
Mariangela Bastico all’ assemblea della Gilda di Bologna
“Sono
culturalmente maturi i tempi per l’ area di contrattazione separata
dei docenti”
Ampia e approfondita la
relazione del viceministro a Bologna, ma – secondo il coordinatore
nazionale della Gilda, Rino di Meglio- è la dura realtà dei numeri
a porre più di qualche dubbio sulla possibilità che la Finanziaria
sia uno strumento di sviluppo per la Scuola pubblica.
Dopo il convegno di Roma e
l’ assemblea a Campobasso, ancora una volta, il viceministro
Mariangela Bastico è stata ospite della Gilda degli insegnanti
per parlare ai docenti dei programmi del Governo sulla Scuola.
E’ successo a Bologna, il 6
novembre, dove il viceministro ha dialogato con il coordinatore
nazionale della Gilda, Rino di Meglio sul tema : “Sistema
scolastico e professione docente: prospettive di modifiche
strutturali e ruolo della Legge Finanziaria 2007”
Il dibattito, organizzato
sotto forma di assemblea sindacale dalla Gilda degli Insegnanti, ha
visto la partecipazione di oltre 400 insegnanti.
Il confronto, introdotto dal
coordinatore provinciale, Carlo Braga, è stato aperto dal
Coordinatore nazione, Rino Di Meglio che ha posto al
viceministro alcuni problemi fondamentali per la Scuola :
1)
Il contratto
: scaduto da gennaio 2006, per il quale non è stato ancora emanato
l’ atto di indirizzo.
2)
L’ area di
contrattazione separata per i docenti,
obiettivo storico e mai abbandonato dalla Gilda degli Insegnanti.
3)
Le RSU : sistema
aziendalistico
non solo contrario alla logica della Scuola, che è luogo educativo,
ma anche iniquo per misurare la rappresentatività sindacale.
4)
La Finanziaria :
propone tagli per
la Scuola e non investimenti per questo settore, considerato -
purtroppo ancora solo a parole - fondamentale per lo sviluppo del
Paese.
Questi punti sono stati,
per il viceministro, occasione di comunicare , in maniera articolata
ed organizzata, il programma di intervento del governo sulla Scuola.
In premessa, Bastico ha
affermato di ritenere “culturalmente interessante la proposta
della Gilda degli Insegnanti sull’ area di contrattazione separata
per i docenti” e di considerare “ culturalmente maturi i tempi per
affrontare questo tema”, la cui soluzione, tuttavia, non è solo
nella volontà del Ministero della Pubblica Istruzione, ma nella
contrattazione.
Dopo avere precisato che in
Finanziaria sono stati inseriti i fondi per i rinnovi contrattuali,
il viceministro ha seguito questi filoni.
1)
Percorso del governo sulla scuola.
Secondo Bastico,
il governo sta attuando il suo programma di smantellamento della
Legge 53; questa operazione si sta realizzando con atti diversi (
revoche e sospensioni), ma può già segnare alcuni punti fermi :
sospensione di tutor e portfolio e riassegnazione alle
scuole delle tre ore di materie opzionali; blocco della
sperimentazioni per il secondo ciclo; abrogazioni dei due decreti ,
l’ uno relativo alla confluenza dei titoli di studio ( che avrebbe
introdotto il passaggio degli istituti professionali alle Regioni,
mentre è obiettivo di questo governo mantenere l’ unitarietà del
sistema di Istruzione) e l’ altro relativo ai titoli di studio in
uscita., poiché si ritiene che non possano essere aboliti i titoli
professionalizzanti.
Questa politica- ormai nota
come “la tecnica del cacciavite”- ha lasciato dei punti ancora
aperti , tra i quali quello delle Indicazioni nazionali.
Ancora vigenti, pur introdotte da un Dlg, sono state definite
dallo stesso ex ministro Moratti “ transitorie”. L’ abrogazione
poteva rivestire la forma di un Regolamento, ma il processo è
abbastanza complesso. Per questo, si è scelta una strada più
morbida, ma più incisiva, che prevede l’ istituzione di una
Nucleo nazionale, ristretto a 50 persone, che governi il
processo e si articoli in momenti di confronto locali con chi
davvero lavora nella Scuola, il quale dovrà definire il livello
culturale a cui la Scuola deve tendere. In ogni caso, il
viceministro ha ribadito che, in virtù dell’ autonomia, le scuole
possono far riferimento ai programmi precedenti.
2) Quale
Scuola vogliamo ?
Il progetto di scuola
dell’ Unione, ha sostenuto Bastico, si è dovuto misurare e si
misura con la Finanziaria. Non è stato facile, secondo la sua
testimonianza, far sì che i tagli “ con l’ accetta”, previsti in
un primo tempo dalla Finanziaria, diventassero
“ razionalizzazioni” legate
al processo di sviluppo. L’ articolo 53 , che prevedeva tagli per
500 milioni di euro, alla fine è stato radicalmente rivisto.
La Scuola dell’ Unione,
dunque, si muove su queste categorie :
a)
Inclusione
: l’ obiettivo del “ non uno di meno” è il filo conduttore. Per
questo, in Finanziaria sono stati introdotti : l’ obbligo
scolastico a 16 anni, concepito non come livello massimo del
percorso individuale, poiché si tende a far acquisire almeno una
qualifica triennale. Il biennio non sarà unico, ma unitario, con
elementi culturali di carattere comune e materie orientative. Le
classi primavera, finalizzate al principio del progetto
educativi precoce, che contrasti la predittività del successo
formativo. L’ educazione degli adulti, che diventerà parte
integrante dell’ Ordinamento nazionale dell’ istruzione.
b)
Sicurezza
: prima di tutto
degli organici con un piano vero di stabilizzazione dei precari,
fondato sui numeri ( 30000 docenti andranno in pensione nei prossimi
anni), piano che si distribuirà in tre anni e che prevede anche l’
abolizione delle graduatorie permanenti. Le nuove modalità di
accesso all’ insegnamento devono ancora essere definite, ma non
saranno quelle della Legge 53. Poi sicurezza nelle scuole :
per l’ edilizia scolastica ci sarà una vera inversione di tendenza
.
c)
Autonomia:
accelerazione dei
processi relativi all’ autonomia delle scuole, attraverso il
trasferimento alle autonomie scolastiche di 2 miliardi e 800 milioni
di euro, gestibili attraverso bilanci non rigidi. Istituzione
di un’ agenzia per l’ Autonomia scolastica, che risulterà dall’a
eliminazione degli IRRE regionali e dall’ Indire.
3)
Tagli
Secondo il viceministro, le
voci allarmate sui tagli sarebbero solo allarmistiche. I conteggi
avrebbero seguito una media matematica, mentre gli interventi di
aumento di percentuale del numero di alunni per classe agirebbero
sulle classi che non superano il tetto massimo. Per esempio, quelle
classi, che, in virtù delll’ alto numero di specializzazioni , non
superano i 10 alunni per classi..
D’ altronde, Bastico ha
sostenuto, con dati alla mano, che il rapporto docente/alunni in
Italia non è 1/10, ma 1/14, tenuto conto dei docenti inidonei e di
quelli per il sostegno e di quelli distaccati o in servizio presso
altre amministrazioni.
Dopo un dibattito,
caratterizzato anche da civili e argomentate contrapposizioni alle
affermazioni del viceministro, soprattutto sulla consistenza dei
tagli, l’ assemblea si è conclusa con il Coordinatore nazionale
della Gilda degli insegnanti, Rino di Meglio, il quale pur
dando atto a Bastico, di aver tracciato un quadro ampio e
approfondito, ha precisato che “ è la dura realtà delle cifre
a far sorgere molti dubbi sulla fattibilità di un vero piano di
sviluppo per
la Scuola . Troppo alta è
la differenza tra investimenti e tagli, tutta centrata sui secondi.
Per ora non sembrano esserci ancora le condizioni per credere in
un’ inversione di tendenza, ma continuiamo a sperare che questo
Governo ponga alla Scuola la giusta attenzione che questa
Istituzione merita, come strumento fondamentale per la crescita e
per il futuro del Paese”.
Immagini dell'assemblea-dibattito