Gilda degli Insegnanti
della provincia di Bologna

Federazione Gilda-UNAMS

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Assemblea provinciale Gilda degli insegnanti del 26 ottobre 2007

    Grande partecipazione di docenti all’Assemblea Provinciale organizzata venerdì 26 ottobre dalla Gilda degli Insegnanti di Bologna.

     Nella magnifica Sala San Francesco, oltre trecento insegnanti hanno ascoltato con attenzione la presentazione dell’incontro fatta dal coordinatore provinciale, Giovanni Cadoni, che ha introdotto gli interventi del coordinatore nazionale dell’Associazione, Rino Di Meglio, che ha illustrato i punti più significativi del contratto della scuola, siglato lo scorso 7 ottobre, e delle norme riguardanti la scuola presenti nella Legge Finanziaria 2008, e l’analisi delle Nuove Indicazioni Nazionali sul primo ciclo d’istruzione  presentata dalla prof.ssa Renza Bertuzzi, responsabile di redazione del mensile della Gilda degli Insegnanti, Professione Docente.

     Rino di Meglio ha sottolineato il fatto che, ad onta delle cifre indicate da giornali e televisioni, gli aumenti per gli insegnanti sono davvero scarsi, meno di 90 euro netti per i lavoratori con un’anzianità di servizio di oltre 35 anni, sono frutto di fondi già stanziati negli anni scorsi e sono arrivati ben 21 mesi dopo la scadenza del contratto, cosicché non sono serviti nemmeno a recuperare l’inflazione programmata di questi ultimi due anni, mentre le risorse “fresche” messe sul piatto sono di soli 15 euro.

      Il tutto, per di più, legato all’approvazione della Finanziaria 2008.

     Per quanto riguarda la parte normativa, ha aggiunto il coordinatore nazionale, molte delle richieste presenti nella piattaforma contrattuale della Gilda degli Insegnanti hanno trovato l’opposizione dei sindacati confederali: tra queste, l’area di contrattazione separata per i docenti, l’abolizione del Fondo dell’istituzione scolastica (non è stata neppure accettata la separazione, all’origine, dei fondi per i docenti da quelli del personale ATA), la formazione degli insegnanti e la possibilità di aggiornamento in sevizio.

     Alcuni aspetti positivi del contratto riguardano l’indicazione della destinazione prioritaria del Fondo al lavoro d’aula (ha destato non poca meraviglia sentire frasi quali “Basta con la scuola progettificio!” da parte di quegli stessi sindacati che l’avevano voluta e praticata fino ad ora). Una significativa vittoria culturale della Gilda degli Insegnanti che, da sempre, si è opposta a questo stravolgimento delle finalità della nostra scuola voluta proprio dai sindacati confederali, inventori e sostenitori del Fondo d’istituto.

     Per quanto riguarda la Finanziaria, poi, Rino Di Meglio ha sottolineato come continuino i tagli programmati: 11.000 posti in meno quest’anno, 33.000 complessivamente nei prossimi tre anni e nessun investimento né risorse stanziate per aumenti di stipendio nel 2008 e nel 2009.

     Nei prossimi quattro anni sono previsti per la scuola, complessivamente, risparmi per 4 miliardi di euro attraverso riduzioni orarie negli istituti professionali e nei licei sperimentali e con un incremento del numero di alunni per classe.

     Per questo, la Gilda degli Insegnanti chiama i docenti allo sciopero, sabato 27 ottobre, con una manifestazione a Venezia, con un accostamento alla città che rischia di affondare, così come la nostra scuola.

     Renza Bertuzzi ha illustrato la visione della scuola prospettata nelle Nuove Indicazioni Nazionali, evidenziando come in esse rischi di  passare in secondo piano quello che è uno dei compiti fondamentali della scuola: trasmettere le conoscenze alle nuove generazioni.

     Questa travisazione del compito della scuola, che parte dall’idea che i ragazzi apprendono all’esterno e la scuola deve organizzare le loro conoscenze, evitando “impostazioni trasmissive”, oltre alle incursioni nella libertà d’insegnamento, con tentativi più o meno scoperti di imporre dall’alto una metodologia comune, ed alla proposizione poco efficace, nei modi e nei tempi di svolgimento, delle varie discipline, costituiscono un punto di forte criticità di questa visione da “Nuovo Umanesimo” del nostro ministro.

     Al termine degli interventi, i docenti presenti sono intervenuti con domande e chiarimenti riguardanti i temi trattati.