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Gilda degli Insegnanti Federazione Gilda-UNAMS
e-mail gildabologna@iperbole.bologna.it |
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E tu, cosa sei disposto a fare...? |
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Care/i colleghe/i, negli ultimi mesi il Governo ha approvato una serie di atti normativi che stanno modificando in modo sostanziale l’organizzazione scolastica e il profilo professionale dei docenti, oltre che dei dipendenti pubblici (malattia - maestro unico – voti/giudizi – condotta - tagli agli organici, di sostegno in particolare - revisione delle classi di concorso – revisione degli ordinamenti e dei quadri orario - formazione iniziale ed in servizio, reclutamento, merito, carriera degli insegnanti). La Gilda degli Insegnanti ha ufficialmente richiesto l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione e ha proclamato lo stato di agitazione dei docenti di ogni ordine e grado (si rammenti, tra l’altro, che il contratto economico è già scaduto da 9 mesi!). Pensiamo, a questo punto, che sia necessario domandarci: “Cosa è disposto a fare ogni collega per contrastare le iniziative di politica scolastica messe in atto dal Governo, che sulla scuola e sulla professione hanno delle pesanti ricadute?”. Occorre, intanto, sottolineare come lo sciopero sia uno strumento di incerta efficacia, vuoi per le strumentalizzazioni partitico-ideologiche, vuoi per il rischio di adesioni limitate, vuoi per lo scarso risalto che spesso i mass-media ne danno, vuoi infine perché le ragioni specifiche della Scuola e degli Insegnanti quasi sempre scompaiono dietro altre, senz’altro non meno importanti, ragioni politiche, economiche e sociali generali che i sindacati tradizionali sono soliti inserire per ottenere più massicce adesioni. Siamo convinti che le questioni della Scuola e degli Insegnanti rivestano una posizione prioritaria, da vera e propria emergenza culturale, nel quadro di una crisi generale del Paese, che richiede una specifica attenzione da parte dell’intera società civile. Lo sciopero, di cui non si rinnega comunque la validità, potrebbe rappresentare il momento conclusivo di un percorso che abbia i suoi presupposti in un concreto stato di agitazione sotto altre forme quali, ad esempio:
Abbiamo pensato di chiedere la vostra collaborazione per raccogliere l’opinione dei colleghi della vostra scuola rispetto alle forme di protesta (ivi compreso lo sciopero) alle quali ognuno potrebbe essere disposto ad aderire; e abbiamo pertanto predisposto la scheda allegata con le varie opzioni possibili, sulla quale ogni collega indicherà con un SI la sua eventuale disponibilità (o, per converso, con un NO la sua indisponibilità) ad aderire a ciascuna o ad alcune delle forme di protesta come sopra elencate. Il rilevamento è ovviamente anonimo. Ognuno di voi dovrà, pertanto, farsi carico di organizzare nel proprio Istituto la consultazione, invitando i colleghi a compilare la scheda (che sarà poi inserita in un’apposita urna elettorale). Il collega referente eseguirà, poi, lo spoglio delle schede e compilerà per la propria scuola la scheda di riepilogo allegata, scheda che dovrà essere inviata via fax, al numero 0516565278, oppure per posta elettronica (gildabologna@iperbole.bologna.it), con oggetto “Consultazione forme di protesta”, o consegnata a mano presso la sede della Gilda degli Insegnanti, Via Cesare Battisti n. 2 – 40123 Bologna, per potere fare il riepilogo di tutte le scuole della provincia che si sono espresse e di tutte le iniziative di protesta cui si è disposti ad aderire. Sarà infatti importante, prima di avviare le iniziative di protesta, poter informare preventivamente sia il Ministero sia gli organi di informazione del numero di adesioni raccolte. La consultazione dovrà concludersi entro sabato 11 ottobre 2008. L’esito della consultazione sarà poi pubblicato sul sito, insieme all’avviso dell’inizio della protesta. Sia ben inteso: l’adesione a queste forme di protesta non potrà riguardare singole istituzioni scolastiche o un limitato numero di esse: o l’adesione sarà massiccia e diffusa su tutto il territorio o penalizzeremo soltanto quei collegi e quei colleghi di buona volontà che dovrebbero farsi carico in pochi di protestare per l’interesse di tutti. Prima che la classe politica del nostro Paese distrugga in modo irreversibile la Scuola, è necessario uno sforzo collettivo di tutti gli insegnanti e di tutta la società civile.
prof. Giovanni Cadoni |
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