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Giustizia: norme anti-fannulloni; i poliziotti evitano la stretta*
 
 
di Laura Squillaci     (Il Sole 24 Ore, 24 settembre 2008)
 
 
 
 
I militari saranno esentati dai tagli sugli stipendi previsti per i dipendenti pubblici in caso di malattia.

A ribadirlo è stato ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che, al termine del Consiglio dei Ministri, ha ricordato: "Abbiamo inserito una modifica che sottrae i militari dai tagli alla paga in caso di malattia. È una valutazione giusta perché non si può considerare con lo stesso metro chi fa il militare e chi, sempre impiegato nello Stato, lavora in un altro contesto".

 
La modifica cui fa riferimento il ministro La Russa risale a venerdì scorso. Quando, insieme al collega della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e di comune accordo con il titolare del Viminale, Roberto Maroni, ha proposto un emendamento a uno dei tre testi scaturiti dallo stralcio del Ddl collegato alla manovra estiva. Attualmente il provvedimento è all'esame della Commissione Lavoro alla Camera e
sostanzialmente prevede un'esenzione per i militari, le forze armate e i vigili del
fuoco dai tagli sugli stipendi in caso di malattia.

Decurtazioni che, invece, come previsto nel decreto 112, colpiscono i dipendenti del pubblico impiego. Proprio questa misura, infatti, ha costituito uno dei cardini della "stretta brunettiana" per contrastare l'assenteismo nella pubblica amministrazione. E che, come ha ricordato giorni fa lo stesso titolare di Palazzo Vidoni, ha comportato ad agosto una riduzione delle assenze per malattia "del 40-50% rispetto allo stesso periodo del 2007".

 
Aldilà dei numeri il piano formulato da Palazzo Vidoni (che, come visto, non si applicherà più ai militari), tra le misure per contrastare gli statali "fannulloni", prevede una decurtazione della retribuzione applicata a ogni giorno di malattia a prescindere dalla durata nei primi dieci giorni di assenza. Oltre a contemplare la possibilità per l'amministrazione di disporre una visita medica anche nel caso di
assenza per un solo giorno lavorativo.