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2 ottobre: Riconfermati i dati
già comunicati la settimana scorsa, le OO.SS. hanno ribadito
la necessità di conoscere anche l’ammontare complessivo annuale
delle risorse destinate al Fondo d’istituto, alle funzioni
strumentali, agli incarichi specifici ed alle aree a rischio e a
forte processo immigratorio, quale condizione essenziale di
discutere delle destinazioni dei suddetti fondi.
In particolare la nostra
delegazione ha fatto osservare che, fermo restando lo 0,5%
delle risorse per il nuovo contratto da destinare al salario
accessorio secondo l’atto d’indirizzo, la mancata
certificazione di queste risorse rischia di produrre
ulteriori finanziamenti ai fondi delle istituzioni scolastiche
a fronte di un diminuito numero di docenti ed ATA in servizio
nelle scuole, quando una parte almeno di questi stanziamenti
potrebbe essere destinata agli stipendi tabellari.
L’ARAN ha garantito che
fornirà i dati richiesti (ma la richiesta era già stata fatta la
settimana scorsa!).
E’ stato poi richiesto
unanimemente di potere estendere il pagamento della RPD (e della
CIA) alla 13° mensilità.
Su questo l’ARAN ha
opposto questioni normative e ha richiesto 12 ore di tempo
per verificare direttamente al Tesoro l’esistenza della
copertura finanziaria a fronte di inevitabili ricadute sulla
buonuscita.
Si è poi aperta una querelle
sugli oneri previdenziali legati agli aumenti stipendiali, per
cui l’ARAN è stata aspramente criticata per i continui
riferimenti ad essi, quando invece gli oneri previdenziali
connessi dovrebbero già essere previsti negli aumenti
riconosciuti.
Nella prima parte del
pomeriggio è venuto fuori anche un articolo legato al
funzionamento dei dipartimenti disciplinari che ha destato non
poche perplessità non solo nel nostro rappresentante.
Nella seconda parte si è
invece affrontato il problema della definizione di nuovi
parametri per il finanziamento dei fondi d’istituto.
La nostra ribadita
richiesta di separazione dei fondi in docenti ed ATA è stata
appoggiata solo dallo SNALS.
Vi è in sostanza una gran
fretta di chiudere entro questa settimana. Nei collegati alla
Finanziaria si prevederebbe di utilizzare l’extra-gettito di
1mld/€ per la copertura finanziaria degli anni contrattuali del
2006-2007, ma tutto ciò dovrebbe avvenire con la sottoscrizione
definitiva all’1 dicembre (cosa che avverrà per i ministeriali).
In caso contrario si rinvierebbe la corresponsione di arretrati
ed aumenti al 2008. Senza contare eventuali crisi di Governo.
Giovedì 4, alle 17,30, l’ARAN
dovrebbe presentare una bozza contrattuale (che immaginiamo,
comunque, non sarà neanche l’ultima) per proseguire ad oltranza,
anche di notte.
26 settembre: Si è ripreso
l’esame dell’articolato relativo alla formazione e
all’aggiornamento del personale, alla sicurezza nelle scuole e
alle norme disciplinari.
Formazione e aggiornamento
Il
coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti ha esordito
sottolineando la necessità della massima trasparenza sui
finanziamenti relativi alla materia in esame e di una seria
riflessione sulla qualità sia dei soggetti che offrono
formazione sia dei contenuti di essa. Ha rivolto un
appello anche alle altre OO.SS., affinché concordemente si
richieda al ministero dell’Economia un suo pronto intervento per
la detraibilità fiscale degli oneri economici
per le spese professionali.
Nell’esame dell’articolato ha sottolineato la necessità di
riprendere, ove mancante,
la modalità dell’autoaggiornamento quale forma
riconosciuta di aggiornamento professionale e di
trasferire tra le materie di contrattazione anche quella dei
criteri e delle modalità di fruizione dei permessi per
l’aggiornamento, al momento inserite tra le materie di sola
informazione.
Ha
rappresentato anche l’istanza che per le
iniziative di aggiornamento restino destinatari i
dipendenti delle scuole statali e non anche, come
avviene oggi, quelli delle scuole private.
Alla
proposta dell’ARAN secondo cui il Consiglio d’istituto (!)
sarebbe il soggetto preposto all’elaborazione del Piano di
formazione del personale ATA, il CN ha mostrato non poche
perplessità. Ha richiesto, infine, che nell’attuale articolo
67 sulla “formazione in ingresso” sia espressamente indicato che
essa avviene solo “per il personale che viene assunto in ruolo
per la prima volta”.
In
particolare, per gli insegnanti di lingua
straniera, ha rappresentato la necessità che l’aggiornamento
possa avvenire privilegiando esperienze all’Estero.
Tutela della salute
nell’ambiente di lavoro
La
delegazione ha rappresentato la necessità di prevedere nel
contratto che qualunque forma di pagamento dei responsabili
della sicurezza, siano essi interni o esterni, trovi le
loro retribuzioni dai fondi della 626 e non dal fondo d’istituto.
Ciò dicasi anche per le figure sensibili.
Si è
richiesto che il Contratto riporti espressamente che, come
previsto dalle norme in materia, ogni momento di formazione
sulla sicurezza, a qualunque titolo, avvenga in orario di
servizio e che, in caso di indisponibilità dei componenti
RSU ad assumere l’incarico di RLS, si indichino con chiarezza
le modalità o di elezione o di designazione di altro dipendente
disponibile.
Norme disciplinari
La
delegazione ha dichiarato che la materia era già regolata dalla
specifica normativa di legge (T.U.) e che ha
destato non poco stupore l’incursione governativa per
decreto-legge con l’esautoramento del Collegio dei Docenti e del
CNPI nella procedura disciplinare,
per evidenti effetti mass-mediatici di cui non si sentiva
proprio la necessità, a tutto
discapito dell’immagine professionale della categoria docente.
L’Associazione resta comunque disponibile ad affrontare la
materia, qualora vi fossero delle proposte di modifica da
parte dell’ARAN, non ignorandosi comunque la
necessità di garantire il principio fondamentale della libertà
di insegnamento.
Per
quanto non attinente alla sezione sulle norme disciplinari,
il coordinatore Nazionale ha infine rammentato
l’urgenza di affrontare in specifica sezione contrattuale la
materia del mobbing, cosa già prevista del resto
nell’ atto d’indirizzo.
25 settembre: L’ARAN ha presentato
i dati relativi al personale in servizio al 31.12.05, dati
che sarebbero alla base dei calcoli per la determinazione del
Fondo d’Istituto delle singole Istituzioni Scolastiche, se
si mantenessero le attuali basi di calcolo utilizzate finora.
Il condizionale è d’obbligo
perché, in effetti, si pone il problema della chiarezza dei
finanziamenti (l’ammontare complessivo della
spesa annuale per i finanziamenti del Fondo d’Istituto in ogni
anno scolastico si aggira, fonte ARAN, tra i 900 milioni di euro
ed il miliardo annuo!
Vale a dire il doppio delle somme complessive
del rinnovo 2006-2007 ammontanti a circa 450 milioni di
euro!). Resta da chiarire anche le ragioni per cui almeno
¼ dei fondi delle scuole non venga speso (come si rileva
dalla relazione di settembre della Corte dei Conti).
La
delegazione della Gilda degli Insegnanti ha
rappresentato l’istanza contenuta nella nostra piattaforma di
cancellazione del Fondo d’Istituto e di
destinazione delle somme relative agli stipendi;
in subordine, nelle more di un ripensamento da parte
dell’Amministrazione e delle altre OO.SS., che
quantomeno una quota consistente dei medesimi
fondi possa essere destinata agli stipendi da subito.
La
Gilda degli Insegnanti ha proposto di
dividere metodologicamente la “questione Fondo” su due piani
diversi: innanzitutto, quello della
trasparenza e della chiara
divisione a monte dei finanziamenti tra le due aree di personale
docente ed ATA; questo, oltre a rendere giustizia
degli scopi istituzionali della scuola, sarebbe
motivo di una minore conflittualità nelle
relazioni sindacali e lavorative all’interno delle
scuole stesse.
In secondo luogo, la chiarezza della
destinazione che per i docenti dovrà prevedere il pagamento di
tutto ciò che è sommerso (indennità di disagio e
indennità professionali) e privilegiare comunque tutte quelle
attività che abbiano ricadute dirette sugli apprendimenti.
Si è
precisato anche che le attività aggiuntive non
possono essere di natura organizzativa e che tutte le forme di
collaborazione con il Dirigente Scolastico, reali o fittizie,
restino a carico di altri contratti.
La
delegazione della Gilda degli Insegnanti
ha inoltre posto la necessità imprescindibile
di fissare un tetto massimo di retribuzione accessoria
raggiungibile a carico del Fondo stesso, a
partire dalle ore di straordinario dei DSGA e agli
ulteriori compensi derivati dai finanziamenti esterni per
progetti.
Sulle nostre richieste di separazione del Fondo
si è manifestato un cauto consenso,
anche se non da parte di tutte le
OO.SS., così come
sul tetto massimo di retribuzione accessoria.
L’ARAN
si è riservata di presentare una revisione dell’articolato
relativo al Fondo d’Istituto e agli altri articoli relativi alla
parte economica per il prossimo martedì 2 Ottobre nel
pomeriggio.
Nel
pomeriggio alle ore 15.00 si è ripreso per l’esame
dell’articolato sul personale ATA. La nostra delegazione ha
esordito ribadendo la posizione della
Federazione Gilda-Unams sulla necessità di
prevedere dei contratti separati tra personale
docente e personale ATA e che nelle more è necessario
mantenere le due distinte “aree contrattuali”,
come indicato nel vigente art. 44, comma 3.
18 settembre:
riprendono
le trattative, vengono proposti i seguenti aumenti:
27,89 euro lordi al mese per il 2006 (in pratica, la sola
vacanza contrattuale che è dovuta per legge, quindi ci viene
sottratto un intero anno di aumenti;
117 euro lordi al mese per il 2007;
139 euro al mese dal 1 gennaio 2008, ma ancora devono
trovare copertura in Finanziaria
11 settembre:
il comitato centrale della Fiom Cgil vota contro l’accordo sul
welfare siglato il 23 luglio scorso da Cgil Cisl e Uil.
5 settembre:
Il Ministro Fioroni fa approvare dal consiglio dei ministri un
decreto urgente per l’avvio dell’a.s.… Tra i provvedimenti un
giro di vite per i “prof fannulloni”. Anche in questo caso
confederali zitti e reazioni solo da Gilda degli Insegnanti,
Snals e Cobas.
A fine agosto
Di Menna, segretario nazionale Uil Scuola, dichiara ai giornali
che gli Insegnanti hanno, da anni, retribuzioni troppo basse...
Bello, grazie... Peccato che la Uil, firmando gli ultimi pessimi
contratti, sia una delle principali responsabili della
disastrosa situazione dei docenti italiani.
Negli stessi giorni la
Cassazione ha deciso che il mobbing non è reato... Cgil Cisl e
Uil zitte, il Coordinatore Nazionale della Gilda degli
Insegnanti dichiara alla stampa “in Italia mancano leggi
adeguate sul mobbing”.
Il 23
dello
stesso mese viene siglato un accordo sul welfare tra governo e
Cgil Cisl e Uil.
Sempre
nello stesso mese (il 25) l’ARAN, le solite 3 OOSS unite
a Confsal, Ugl e Cisal, siglano un accordo che ha come
obiettivo, applicando norme retroattive, l’eliminazione di
alcune piccole OOSS del pubblico impiego… tra queste anche la
Gilda degli Insegnanti!
11 Luglio:
dopo alcuni incontri di poca sostanza la Gilda minaccia di
lasciare il tavolo di contrattazione se non verranno certificate
le risorse disponibili per il rinnovo del contratto.
All’incontro successivo i funzionari dell’ARAN non sono in grado
di dichiarare ufficialmente con quali (e quante) risorse si deve
contrattare... conseguentemente la contrattazione viene
interrotta. L’unica dichiarazione ufficiale sulla gravità della
cosa è quella di Rino di Meglio, Coordinatore Nazionale Gilda
degli Insegnanti.
Maggio:
un nuovo accordo, molto simile al precedente, viene stipulato
tra CGIL CISL e UIL ed il Governo, ufficialmente confermando il
precedente... emarginando però le 9 confederazioni minori!!
Quali motivi hanno portato a questa scelta??
Aprile:
tutte le 12 confederazioni del pubblico impiego siglano un
accordo di massima con il governo per il rinnovo del contratto
del dipendenti pubblici. I media diffondono cifre relative ad
aumenti inesistenti... inesistenti in quanto non ancora
contrattati, e sino a quando non si aprirà il tavolo di
contrattazione, tavolo al quale siedono l’ARAN in rappresentanza
del governo e le OOSS accreditate (per la scuola CGIL, CSIL,
UIL, SNALS e Gilda degli Insegnanti) non si potranno definire
gli aumenti. |