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di A.G.
La Tecnica
della Scuola 3.3.2009
Per il sindacato inevitabile il ricorso
all’astensione nello stesso giorno proclamato dalla Flc-Cgil. "Tra
qualche giorno - dice il suo coordinatore
Di Meglio -
arriverà la mazzata sugli organici ed io come potrò guardare in faccia i
miei iscritti e colleghi?"
Il 18 marzo la
Flc-Cgil non sarà l’unico sindacato a scioperare: a fianco
dell’organizzazione guidata da Mimmo Pantaleo ci sarà anche la
Gilda degli insegnanti.
A dire il vero c’è ancora una possibilità che ciò non avvenga: il 4
marzo, alle 9,30, i dirigenti della Gilda si incontreranno con quelli
dell’amministrazione pubblica per il tentativo obbligatorio di
conciliazione. Ma l’esito, negativo, è praticamente scontato: “possiamo
dire sin da adesso che il tentativo di conciliazione non avrà l’esito
che speriamo – dice Rino Di Meglio,
coordinatore della
Gilda – e siccome la legge di
regolamentazione sullo sciopero non ci dà molti spazi non abbiamo nessun
problema a scendere in piazza nello stesso giorno prescelto dalla
Flc-Cgil”.
Anche perché le
motivazioni di fondo della protesta, eccetto la richiesta su cui insiste
la Gilda
di realizzare una contrattazione dei docenti
separata rispetto a quella degli Ata, sono pressoché le stesse: “ad
iniziare dai tagli agli organici – dichiara
Di Meglio – che non garantiscono né
la necessaria continuità didattica, né il tempo scuola richiesto dalle
famiglie. Basta guardare le promesse del Ministro Gemini sul tempo
pieno: ad oggi a quanto ci risulta non ci sono nuove scuole o classi che
faranno tempo pieno. La realtà è che sinora dal Ministro è stata fatta
solo della propaganda. Ma i veri fatti sono altri – continua il
sindacalista – e ci dicono che la situazione nella scuola primaria, come
quella dell’infanzia, è assai complicata. Io sono un insegnante
elementare e conosco bene certe dinamiche: non bastano i comunicati
stampa per sovvertile”.
Inevitabile,
quindi, il ricorso allo sciopero, del resto annunciato già la scorsa
settimana con l’avvio dello stato di agitazione. "Tra qualche giorno -
dice il suo coordinatore - arriverà la mazzata sugli organici ed io come
potrò guardare in faccia i miei iscritti e colleghi?".
Intanto anche
dai sindacati Confederali, in rotta di collisione con la Flc-Cgil,
arrivano segnali di disgelo: “Abbiamo un progetto che intende realizzare
una ‘buona scuola’ – ha detto il 3 marzo il segretario della Cisl
Scuola, Francesco Scrima, durante un congresso sindacale a Roma – ed
intendiamo realizzarlo con gli altri sindacati. E’ vero, l’unita si
rompe quando un sindacato (il riferimento alla Flc-Cgil sembra palese
ndr) non svolge più il proprio ruolo, ma fa prevalere quello politico.
Ma torneremo ad essere unitari, come è sempre stato: è così, uniti, che
– ha sottolineto il leader Cisl Scuola – abbiamo raggiunto e vinto tante
battaglie”. Primi segnali di disgelo?
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