GILDA
degli
Insegnanti di Bologna
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L'assessore alla Scuola della Regione Emilia-Romagna Mariangela
Bastico (DS): “ Ecco l’autonomia che vogliamo: più rilevanza ai
docenti, come propone la Gilda degli Insegnanti"
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Sono quindi in sintonia con quanto proposto dal sindacato della Gilda, che intende giustamente attribuire maggiore rilevanza alla componente scientifico-professionale dei docenti anche attraverso la costituzione di un apposito comitato, con competenze tecnico-professionali differenziate da quelle amministrative e organizzative.
L’autonomia scolastica si configura come l’espressione giuridica di una comunità composta principalmente da ragazzi che studiano, docenti che insegnano e lavoratori che si occupano del buon funzionamento del sistema da un punto di vista organizzativo. In quanto tale, per le sue caratteristiche e per i suoi obiettivi, è totalmente dissimile da un’ impresa che ha come scopo la competizione e la creazione di un utile. L’autonomia scolastica non può essere isolamento o, peggio competizione. Al contrario l’autonomia viene valorizzata e sostenuta proprio dalle reti tra autonomie stesse e da una stretta relazione di scambio col territorio, inteso come l’insieme delle sue rappresentanze istituzionali, sociali, culturali e produttive. Oggi l’autonomia scolastica è stata svilita e negata dal Governo, anzitutto attraverso un drastico impoverimento delle risorse ad essa dedicata; in secondo luogo tramite la soffocante imposizione di norme vincolanti, nonché della vecchia logica delle circolari e delle gerarchizzazioni. L’autonomia scolastica ha inoltre in sé un profondo squilibrio al suo interno, poiché essa è ancora priva di efficaci organi di governo capaci di difenderne il ruolo di primario mattone formativo nel percorso di crescita dei ragazzi. Gli organi collegiali non rappresentano infatti un organo di governo di un soggetto autonomo, quanto piuttosto esprimono una visione di partecipazione. Si sono così estese in modo anomalo le funzioni del dirigente scolastico che oggi assomma in sé differenti ruoli di governo – amministrativi, programmatori, di rappresentanza – per l'assenza di fatto di altri organi. La proposta dell’Unione è quella di valorizzare e rafforzare le autonomie attraverso l’immediata approvazione degli organi di indirizzo e di governo delle autonomie stesse. Tali organi dovrebbero essere: 1) Il consiglio di scuola, come espressione della comunità che insegna e che impara, composta dai rappresentanti dei docenti, degli studenti, dei genitori, del personale Ata e dirigenti. 2) Il collegio dei docenti come organo tecnico che, in prima istanza, ha il compito di elaborare il piano dell’offerta formativa e, successivamente, partecipa della responsabilità della sua attuazione per i profili di carattere pedagogico-didattico. 3) Il Comitato tecnico-scientifico, composto esclusivamente dai docenti, con funzioni di indirizzo sia per la elaborazione del POF, sia in relazione alle competenze di ricerca e sviluppo. Si può inoltre prevedere un coordinamento di tale comitato. 4) Il comitato esecutivo composto da docenti, personale amministrativo e Ata e presieduto dal dirigente scolastico. Si tratterebbe di una struttura esecutiva organizzativa e amministrativa.
Sono quindi in sintonia con quanto proposto dal sindacato della Gilda, che intende giustamente attribuire maggiore rilevanza alla componente scientifico-professionale dei docenti anche attraverso la costituzione di un apposito comitato, con competenze tecnico-professionali differenziate da quelle amministrative e organizzative. Mariangela Bastico |