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Appena 15 euro
per ogni docente, pochi spiccioli frutto del credito
del precedente contratto biennale riciclati come
denaro fresco. Così il coordinatore nazionale della
Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, definisce le
risorse aggiuntive da destinare alla scuola
individuate dal Governo nel contratto per il
pubblico impiego.
“Si tratta –
dichiara Di Meglio – di cifre insufficienti per
valorizzare il personale docente perché comprendono
solo l’inflazione programmata. Le risorse messe in
campo da palazzo Chigi non sono altro che i risparmi
dell’anno 2004/2005. Soldi che, secondo il contratto
firmato a settembre 2005, dovevano essere percepiti
in base a una sequenza contrattuale da attivare
subito dopo l’approvazione della legge Finanziaria”.
Il sindacato
usa parole dure anche riguardo le assunzioni dei
precari che “non sono le 70mila su cui si era
impegnato il ministro Fioroni, ma semplici
sostituzioni dei docenti che a settembre andranno in
pensione”. Secondo la Gilda, facendo un rapido
calcolo, con questa operazione il bilancio
dell’istruzione risparmierà 500 milioni di euro.
“Basta fare la differenza tra gli stipendi dei neo
immessi in ruolo, che percepiscono 19.082 euro annui
– spiega la Gilda – e i circa 29mila euro dei
colleghi che vanno in pensione. Il risparmio, per
ciascun insegnante, ammonta a 10mila euro che,
moltiplicato per i 50mila precari da assumere, dà la
cifra totale”.
Altra nota
dolente: gli arretrati relativi al 2006 per i quali,
attacca il sindacato, “non c’è copertura, perché
nella Finanziaria è stata stanziata una cifra
sufficiente solo alle indennità di vacanza
contrattuale, portando così via ai docenti 750 euro
a testa. Senza considerare che nella nuova
Finanziaria è previsto anche un aumento degli alunni
per ogni classe che peggiorerà ulteriormente le
condizioni di lavoro nella scuola italiana”.
La Gilda degli
Insegnanti si dice, dunque, “delusa” rispetto al
lavoro svolto finora dal Governo: “Questo Esecutivo
non sta mantenendo gli impegni assunti in campagna
elettorale e, anzi, sta creando le premesse per un
peggioramento del sistema istruzione”.
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